OSSESSIONI MENTALI: QUEI PENSIERI INTRUSIVI CHE NON CI LASCIANO IN PACE (E COME LIBERARSENE)

OSSESSIONI MENTALI: QUEI PENSIERI INTRUSIVI CHE NON CI LASCIANO IN PACE (E COME LIBERARSENE)

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La paura ricorrente di aver fatto o di poter fare del male a qualcuno, di aver investito qualcuno per strada senza accorgersene, di non aver spento il gas o chiuso la porta di casa, di aver subito un contagio, di avere una malattia mentale grave, di poter compiere gesti involontari, irrazionali, azioni criminali o di avere pensieri impuri, immorali, disdicevoli e inopportuni. E ancora ossessioni sulla propria relazione o di tradimento, a carattere omosessuale o pornografico, religiose o blasfeme, pensieri incestuosi su figli o familiari, di compiere o avere impulsi pedofilici come l’aggredire sessualmente dei bambini.

La lista di pensieri intrusivi, ricorrenti, ed estremamente fastidiosi può essere lunghissima ed incredibilmente variegata.

Esistono infatti moltissime tipologie di ossessioni.

Ma cosa si intende per ossessione? Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che si presentano alla mente contro la propria volontà, generando grande sofferenza e disagio. Il soggetto che le sperimenta, le vive proprio come ciò a cui non vorrebbe mai pensare e soprattutto mai sperimentare.

Ciò che accomuna tutti questi tipi di ossessione è infatti una grande paura alla base ed un forte senso di colpa.

 

COSA CERCA DI FARE CHI NE E’ COLPITO?

Le reazioni più comuni sono solitamente 4:

  • L’evitamento: si cerca di stare lontani da ipotetici bersagli, da situazioni vissute come pericolose o che potrebbero rappresentare lo scenario ideale per realizzare quel pensiero tanto temuto.
  • Il tentativo di “non pensarci” e di ricacciare via dalla mente queste immagini disturbanti: cercando di distrarsi, di tenere la mente impegnata pensando ad altro o di buttarsi a capofitto nel lavoro.
  • Il parlarne come richiesta d’aiuto, per essere tranquillizzati e rassicurati.
  • La messa in atto di una sequenza ritualizzata di azioni al fine di combattere la paura, scongiurare che l’evento temuto possa verificarsi o propiziare che qualcosa di positivo avvenga.

Tutte queste tentate soluzioni non scalfiscono minimamente l’ossessione originaria, che permane indisturbata e spesso si amplifica nel tempo.

Spesso si passano intere giornate a chiedersi se si possa essere in grado di compiere davvero l’azione tanto temuta, o peggio, se si sia già compiuta in modo del tutto inconsapevole. Questa modalità apre la strada ad una serie infinita di domande e risposte, in cui il tentativo di trovare delle risposte soddisfacenti non fa altro che dar luogo ad altre domande, in un circolo vizioso senza fine.

 

COME USCIRE DALLA TRAPPOLA MENTALE?

I disturbi ossessivi e ossessivo-compulsivi sono un chiaro esempio di come ciò che inizialmente è corretto e sano (una paura, un dubbio, un timore) diventi poi ciò che intrappola nel problema.

Così, tentare di reprimere, di non pensarci o di cacciare dalla mente i pensieri spaventosi, porta a strutturare ossessioni a forte valenza emotiva. Se si persiste per alcuni mesi, subentrano disturbi d’ansia o di panico associati.

 

Evitare, allontanarsi da oggetti, persone, stimoli o situazioni che possano evocare pensieri intrusivi, struttura l’ossessione.

O ancora, sfogarsi, condividere, raccontare, far partecipi gli altri dei propri tormenti interiori e chiedere rassicurazioni amplifica le ossessioni.

 

Infine, le compulsioni ritualizzate non fanno altro che confermare la pericolosità del pensiero. Invece di difendersi da essa, gli si dà maggiore potere.

 

 

 

La terapia breve strategica permetterà al paziente di riappropriarsi rapidamente delle sue risorse personali, non solo eliminando la sintomatologia ma anche facendo sì che egli costruisca una nuova realtà senza più limitazioni.

 

 

D’altra parte “il disturbo ossessivo è come un cancro della mente: bisogna estirparlo del tutto per evitare che si ripresenti”.

Evidenze scientifiche dimostrano infatti una completa guarigione dal disturbo nell’ 89% dei casi, con una media di 7 sedute per l’intero trattamento.

 

 

Bibliografia: “Ossessioni compulsioni manie”, Nardone, Portelli 2013

                      “Pensieri brutti e cattivi”, Bartoletti 2019